Ferro, acciaio al carbonio e inox: differenze d'uso in carpenteria

Guida pratica per comprendere le differenze prestazionali e i costi dei metalli più comunemente lavorati in carpenteria.

Molto spesso nel linguaggio comune i termini "ferro" e "acciaio" vengono confusi o usati come sinonimi. In realtà, dal punto di vista chimico e meccanico, presentano caratteristiche molto diverse che ne influenzano l'uso corretto.

Il "Ferro" in Carpenteria

Quello che comunemente in officina chiamiamo ferro è in realtà acciaio dolce o a basso tenore di carbonio (es. gradi S235 o S275 secondo la norma EN 10025).

  • Proprietà: È economico, altamente duttile, facilissimo da tagliare, piegare e saldare. Rappresenta l'ossatura della carpenteria strutturale (cancelli, tettoie, telai).
  • Limiti: Si ossida rapidamente se non trattato superficialmente.

L'Acciaio Inossidabile (Inox)

L'acciaio inossidabile contiene una percentuale minima del 10.5% di cromo, che reagendo con l'ossigeno forma uno strato passivo protettivo autoriparante.

  • Proprietà: Massima resistenza alla corrosione. I gradi più diffusi sono l'AISI 304 (standard alimentare e generico) e l'AISI 316 (ideale per ambienti salini o chimici aggressivi).
  • Limiti: Costo nettamente superiore e lavorabilità più complessa a causa dell'alta tendenza all'incrudimento meccanico durante il taglio o la foratura.

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